Ottobre 1, 2022
11 °C Roma, IT

Percorso editoriale di Brand Journalism

Bruno Barbieri: solo se vuoi farle davvero, le cose, ti riescono bene

«Ogni vita è un sogno»

Dice che, tra le tante fortune che può avere un individuo, quella più grande è sicuramente la possibilità di scegliere: scegliere cosa fare della sua vita e nella sua vita, decidere di partire per un viaggio e poterlo fare, avere un sogno ma anche i mezzi per realizzarlo. Una fortuna che riesce a riconoscere solo chi sa innanzitutto essere grato per ciò che ha; e chi, per natura, è un curioso, un irrequieto, sempre in cerca del prossimo posto da scoprire, del prossimo obiettivo da realizzare, della prossima creazione a cui dar vita, delle prossime persone da conoscere. Questo è quello che ciò che definisce la teoria del “Pensiero Barbieri”, lo stile di vita di Bruno Barbieri, il secondo chef con più stelle Michelin d’Italia e giudice di uno dei programmi di cucina più amati, Masterchef; non solo: Bruno è anche giudice del programma 4 Hotel, in cui il suo ruolo non è solo quello di votare il mondo culinario ma quello più ampio del lifestyle, di cui attraverso la sua stessa personalità è divenuto uno dei rappresentanti più amati dal pubblico televisivo e dei Social.

Il Pensiero Barbieri

«Vivere alla Barbieri significa vivere in un modo estremamente individuale. Che non significa unico, ma che ogni individuo ha il suo modus vivendi: questo è il mio, pieno di passione per le epoche passate e presenti, di amore per i momenti e di curiosità infinita per le trasformazioni. La mia vita è cambiata molto negli ultimi anni – racconta Bruno -, ho vissuto la Big Generation e quello che sono oggi racconta la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta, ma che non ha mai dimenticato da dove è partito».

Bruno è partito dall’hinterland bolognese, dai campi estesi della campagna, profumate di sole e di terriccio bagnato, da cui lo chef ne ha assorbito, fin da bambino, i valori profondi, quelli che solcano l’anima delle nostre origini e che fissano le radici dalle quali ci allunghiamo ma che mai estirpiamo.«Mi è sempre piaciuto definirmi una corrente anziché essere una moda; mi accorgo che le persone hanno voglia di conoscere il mio pensiero, il mio modo di essere, di vivere. Vivo con spensieratezza, con positività, che non è ottimismo ma semplice voglia di vivere. Mi piace cercare il talento: nelle persone, nelle cose. Il potenziale, il valore aggiunto, la caratteristica unica. Il talento, nelle cose e nelle persone, o c’è o non c’è. Non puoi costruirlo: se c’è, è reale».

Il ragazzo che ce l’ha fatta

Sui Social conta milioni di follower, i suoi post sono ricchi di commenti di gratitudine per ciò che sceglie di condividere con i suoi seguaci, dai consigli in cucina a spezzoni della sua vita quotidiana. Per riconoscerlo basta chiudere gli occhi e sentirlo parlare: è vero, il “ragazzo che ce l’ha fatta” non ha dimenticato le sue origini, che fuoriescono dal suo accento fortemente emiliano, uno dei suoi timbri di riconoscimento insieme ai suoi outfit ricercati e originali.

Avercela fatta significa essere riuscito a realizzare i miei sogni e di questo mi ritengo profondamente fortunato e quindi grato. La vita di ogni persona è un sogno, ma se questo vuoi che si realizzi devi volerlo davvero. Solo quando vuoi farle davvero, le cose, ti vengono bene. Sono felice – dice Bruno – della vita che ho vissuto fino ad oggi. Ora è tempo di disegnare il futuro

Il mondo come ispirazione

Parla di futuro lo chef. Di Vision, di nuovi obiettivi e sogni. Un concentrato di elementi permeati da ciò che ha vissuto, dalle esperienze che ha collezionato, dalle scelte che ha fatto. Dalla vita, insomma, che l’ha portato oggi a essere lo chef Barbieri che tutti conosciamo.

«Le mie esperienze di vita influenzano tutto ciò che faccio, a partire dai piatti che preparo attraverso i quali racconto i miei stati d’animo, il mio modo di cercare i dettagli, il mio modo di essere e di pormi. Cerco di esprimere il colore attraverso il quale vedo la vita, in fondo ognuno ha il proprio. Si tratta di esperienze fatte soprattutto attraverso i viaggi: ho iniziato a viaggiare per il mondo a soli cinque anni – ricorda Bruno -, mio padre viveva in Spagna, ho girato molto anche con mia madre e mia sorella. Ho sempre avuto grande rispetto dei popoli che incontravo, delle culture che scoprivo, dei paesi che visitavo, perché è un patrimonio che ti arricchisce. È un regalo. Devo ammetterlo: tutto ciò che ho e tutto ciò che ho fatto mi ha ha sempre divertito, mi appassiona tuttora. È sempre stata una vita che ho amato, la mia. Il mio sogno, fin da bambino, era quello di girare per il mondo, viaggiare ovunque, scoprire cosa c’è nella porta accanto».

Una felice insoddisfazione

Ho voglia di cose diverse, dice Bruno quando gli si chiede cosa desidera dal suo futuro, quello prossimo e quello più remoto.«La mia vita non si è mai fermata perché non mi piace fermarmi. Anche se ho già ottenuto molto, non sento di aver realizzato tutto. È vero, oggi vedo la vita in modo diverso: a 59 anni hai nuove esigenze, hai bisogno di più tempo per la tua vita privata, di spazio per costruirla. Ma ho ancora voglia di incontrare nuova gente, di lavorare in quel modo che so che mi rende felice. Voglio viaggiare in posti in cui non sono ancora andato: l’India, ad esempio. Non mi sono mai visto in un ristorante, fermo a cucinare. La cucina non è un obiettivo, ma una compagna di viaggio in questa vita di continua scoperta».

Previous Article

Il giornalismo costruttivo non è un giornalismo positivo

Next Article

Formazione e Welfare: il connubio vincente dell’imprenditoria post-Covid

You might be interested in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.