Febbraio 24, 2024
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Percorso editoriale di Brand Journalism

Formazione e Welfare: il connubio vincente dell’imprenditoria post-Covid

Il consulente del lavoro: «Investire sui propri dipendenti oggi è una strategia che paga»

Settembre da sempre fa rima con ripartenza; nel biennio pandemico, però, è un’altra parola a tenere banco, soprattutto da un punto di vista imprenditoriale: programmazione. «Sebbene la situazione burocratico-sanitaria sia ancora incerta, oggi le aziende, anche in base al loro “stato di salute” hanno diverse carte da giocarsi se avvallate da una strategia temporale pianificata – spiega Simone Boglietti Zacconi consulente del lavoro da sempre al fianco degli imprenditori come un vero e proprio timoniere in questo mare in tempesta – L’obiettivo primario deve essere quello di mantenere un ambiente “Covid free” cercando di tracciare una rotta nella selva oscura dei dpcm, presenti e futuri. In tutto ciò, ci va programmazione, esperienza ed intuizione». 

Ecco perché scegliere da chi farsi accompagnare nella “traversata” è fondamentale: «Il consulente oggi è diventato una sorta di luminare che prevede le decisioni del Governo prima che diventino realtà e che va a correggere le storture laddove si presentino – prosegue Boglietti Zacconi – Dal canto nostro stiamo cercando di migliorarci sempre di più per offrire un servizio adeguato alla situazione: ecco perché siamo in certificazione Iso 9001 per la qualità e sono diventato partner esterno del Sole24 ore; oggi nulla può essere lasciato al caso».

Giusto andare ad analizzare la “ripartenza” aziendale di ogni profilo di mercato. 

Se le imprese che operano nel lusso non hanno mai avuto flessioni in questo biennio (a dimostrazione che il vero made in Italy si rivela vincente anche in situazioni “straordinarie”) è, ad ogni modo, possibile andare a migliorare ulteriormente la situazione finanziaria di questi profili grazie alla formazione e alla partecipazione a bandi e fondi europei

«I contributi a fondo perduto per le nuove competenze e la formazione sono grandi risorse che hanno impatto sia sul benessere dei dipendenti, sia sull’economia dell’impresa dal momento che non si andrebbe a ricorrere a strumenti bancari. In Italia sono poche le aziende che partecipano ai bandi e che investono davvero in welfare e formazione: è una sorta di oceano blu ancora da esplorare».

Secondo Boglietti Zacconi chi ambisce ad allargare le quote di mercato deve “puntare” sul benessere dei propri dipendenti: «Si entra nell’ottica di una vera e propria consulenza di gestione manageriale più che di controllo economico – spiega – Capire dove l’azienda vuole arrivare e comprendere come fare per perseguire gli obiettivi anche con welfare e bandi: questa è la vera sfida di un consulente. Il mondo del lavoro è cambiato e anche la sua gestione deve cambiare: un dipendente felice e formato a dovere produce di più ed è più responsabile. Flessibilità e “tempo libero” sono strumenti vincenti: non dobbiamo confondere lo smart working con il telelavoro obbligando il personale a stare davanti alla postazione con gli orari di ufficio a casa. Smart significa proprio una diversa gestione del tempo dedicato al lavoro; inoltre, delocalizzare, in era Covid, significa abbattere costi fissi e mantenere ambienti sani e salubri».

Un discorso diverso va, invece, fatto per quelle aziende che, oggi, si trovano in difficoltà: «La prima cosa da capire, con un’accurata analisi aziendale, è se la difficoltà sia data da un problema di mercato o di liquidità di gestione – prosegue il professionista – Nel secondo caso, la soluzione è data proprio da una miglioria nella gestione del denaro. Nel primo, invece, l’ostacolo è esterno e non solo interno e occorre quindi comprendere se la situazione sia salvabile o se sia meglio cambiare totalmente settore di riferimento. Durante questi mesi di lockdown, ad esempio, ci sono ristoranti che si sono convertiti in gastronomia e hanno aggirato l’ostacolo della chiusura sfruttando l’asporto». Aziende con mercato ma “decotte”, possono essere poi appetibili per imprenditori dello stesso ramo aziendale in via di espansione: «In questo caso l’esito è win-win – spiega Boglietti Zacconi – Il proprietario esce senza “danni” e l’interessato acquista a “buon prezzo”. Ovviamente occorre fare una giusta valutazione dei debiti per fare un’offerta congrua e profittevole». 

Infine, c’è chi vuole affacciarsi all’universo imprenditoriale: «Sono in tanti che, negli ultimi mesi, hanno scelto di mettersi in proprio vuoi per la perdita di lavoro dovuta alla pandemia, vuoi per un pensionamento anticipato – conclude il consulente – Altri hanno scelto invece di rilevare l’attività degli ex datori di lavoro. Oggi esistono contributi a fondo perduto che aiutano ad avviare un’impresa senza per forza doversi indebitare con le banche; bandi sia nazionali che europei. Anche in questo caso, la consulenza si rivela strategica: partire con il piede giusto è già una strategia vincente». 

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