Ottobre 1, 2022
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Iginio Massari: le tradizioni come simbolo di immortalità

Il panettone, conferma di una tendenza umana: «Quella di rimanere legati alle tradizioni, per un lieve senso di immortalità»

Le tradizioni ci ricordano che tutto cambia, ma noi restiamo sempre gli stessi. Anche se ci vediamo diversi, se ci sentiamo cresciuti. Rimanere legati alle proprie tradizioni ci ricorda però chi siamo veramente, l’essenza che ci accompagna da sempre e quella non muta mai.

Hanno un ruolo specifico, le tradizioni: quello di trasferire, di tramandare. Ricordi, momenti, emozioni, motivazioni. Hanno anche l’obiettivo di ricordare, perché quanto è vero che non siamo immortali, saranno loro – le tradizioni – a far continuare a vivere il flusso di specifici valori che ci portiamo dentro.

«Il Natale è uno di quei momenti, in particolar modo per la nostra cultura, in cui i rituali diventano i protagonisti. Non di un solo giorno, ma di un lungo periodo durante il quale, così, abbiamo modo di tornare indietro nel tempo e scoprire che anche se tante cose sono cambiate, quelle emozioni che ci muovevano all’epoca ci muovono tuttora. Significa questo crescere, maturare, ma non cambiare la propria essenza».

Il Maestro Iginio Massari ci introduce così a uno dei simboli che raccontano non solo la sua carriera, ma tutta una tradizione nazionale che, in questo modo, assume un carattere che va oltre l’ordinario piacere del palato; assume un carattere valoriale, emotivo, soggettivo. Il panettone, il dolce tanto decantato dall’Italia intera, ma che con il Maestro Massari ha raggiunto l’apice della sua importanza. Perché il panettone di Massari è uno di quei dolci che, una volta assaggiato, difficilmente riesci a farne a meno.

«La storia e il concetto di quello che possiamo definire il mio panettone hanno radici lunghe: torniamo infatti indietro nel 1975, quando ho deciso di varcare le soglie della vecchia tradizione e l’ho rivoluzionato completamente. Non solo – racconta Massari –, l’ho anche “destagionalizzato”, così è diventato un dolce richiesto e consumato tutto l’anno. Per questo nella nostra pasticceria viene prodotto sempre e, dedicandogli così tanto tempo, abbiamo potuto anche realizzarne di diverse tipologie. Ma una cosa è certa: a Natale, le persone, scelgono il panettone classico. E questo ci conferma quello che stiamo dicendo: l’essere umano rimane legato in maniera indissolubile alla purezza delle tradizioni».

Trasferire, tramandare: abbiamo detto essere queste le parole d’ordine del potere della tradizione.«Proprio per la potenza che hanno le tradizioni, bisogna trattarle con i guanti: per questo nel mondo del dolce si entra in punta di piedi. Non si può pretendere di stravolgere nulla, il mondo del dolce ti guida al rispetto dell’essenza delle cose. E il panettone è uno di quei dolci che l’essenza delle cose ce la racconta proprio bene. Sono messaggi, quelli passati da questo dolce, che arrivano da molto lontano: ricordano i doni portati dai Re Magi, la gioia del dare, la ricchezza intesa come abbondanza. Abbiamo un’eredità del passato da rispettare e nella pasticceria se ne riprendono usanze, credenze, regole: il cibo rende pertinente la ricorrenza. Il panettone ha una particolarità, nata con la fine del 1400 – ci insegna il pasticcere –, si è sempre portato con sé il peso del simbolismo, perché racconta la chimera della ricchezza. È spesso stato anche dipinto e gli esperti di Storia dell’Arte raccontano che i piccoli frutti che venivano pitturati simboleggiavano, appunto, la ricchezza. Mi piace pensare che, oggi, portando avanti la tradizione del panettone esprimiamo il messaggio che la nostra ricchezza è la gioia, quella dei bambini e quella dei grandi che non possono dimenticare di essere stati piccoli».

Impossibile negarlo: quando si era bambini, il dolce era un momento di felicità. Ci premiavano con un cioccolatino, sceglievamo con adrenalina la torta per il nostro compleanno, la nonna ci preparava i nostri biscotti preferiti.

«I dolci, in generale, hanno la capacità di ricordarci che basta poco per essere felici. Proprio perché spesso ci ricordano la nostra infanzia – sostiene il Maestro Iginio –, un periodo della vita in cui inconsciamente la gioia non è legata alla materialità delle cose ma a ciò che significano. L’Italia, lo sappiamo, ha una tradizione culinaria infinita che passa dagli antipasti a qualsiasi tipologia di piatto che racconta regioni, storie, popoli e rituali. Il dolce, però, ha un simbolismo tutto suo, che non è possibile paragonare a nessuna ricetta salata. I dolci ci ricordano il passato, ci danno il lusso di vivere, anche solo per un istante, un lieve senso di immortalità».

Natale 2021: non solo panettone. Anche quest’anno dalla pasticceria Massari ci saranno nuovi tipi di cioccolatini, di torte e di dolci capaci di soddisfare i gusti di chiunque, motivo per cui diventano anche perfetti regali natalizi. Nei suoi punti vendita ci sono infatti anche le Box Regalo, composte dall’abbinamento del panettone ad altri dolci, come cioccolatini, biscotti danesi e frollini, mandorlati e bottiglie di vini e spumanti.

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