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Lusso Gentile: un progetto che punta a una rivoluzione culturale. Intervista a Gianluca Borgna, dal Grand Hotel Alassio

Un binomio che parla da sé; un binomio che non è solo l’insieme di due termini, ma l’unione di veri e propri concetti, è la coesione di più valori, è la connessione tra volontà e desideri. Lusso Gentile è il binomio che ha battezzato un progetto nato con la missione di essere parte di quella “rivoluzione culturale” di cui, da tempo, si avverte socialmente la necessità.

Nel 2020, a soli trentatré anni, Gianluca Borgna -classe 1986- aveva appena terminato il suo primo anno come General Manager del Grand Hotel Alassio (entrando, così, tra i più giovani direttori d’Italia nel settore dell’ospitalità stellata): «Fu un anno in cui mi lasciai ispirare da numerosi professionisti, specialmente da coloro che ricoprivano il mio ruolo, per poter imparare il più possibile. Al termine di quel primo ciclo, ho iniziato ad avvertire una nuova necessità: quella di costruirmi un’identità manageriale che fosse solo mia, che mi rappresentasse a pieno, che non fosse solamente il risultato dell’osservazione altrui. Desideravo un’autenticità completa». 

Un periodo di introspezione per Gianluca, che lo porta a riflettere sul suo ruolo non solo al Grand Hotel ma, più in generale, nel suo mondo: «Divento consapevole della mia “fortuna”: è chiaro che, nella vita, quello che arriva è frutto del tuo impegno e delle tue competenze, ma non mi piace osservare le cose in maniera scontata ed è per questo che oggi sono consapevole di quanto io sia fortunato a vivere la mia vita, una vita in cui sento amore per il mio lavoro e per quello che faccio. Non è una condizione che appartiene a tutti. Sono partito da questo assunto – racconta – per capire in che modo potessi impattare positivamente sulla realtà che avevo intorno e ho cercato di capire chi fossero le persone che, in quel preciso momento, vivessero, a differenza mia, una quotidianità più complessa».

Il “preciso momento” è fondamentale: perché parliamo del 2020, l’anno che chiunque ricorda come “l’anno del Covid” e del lockdown e delle sue conseguenze. Tra le persone che Gianluca ha ritenuto in difficoltà, c’erano chiaramente gli studenti: «I ragazzi stanno pagando ancora oggi, che sono passati anni, il contraccolpo della pandemia: nel pieno di quel periodo, stavano vivendo per la prima volta una situazione incomprensibile e particolarmente disagiante per la loro età. Ho quindi deciso di dar vita a un progetto che potesse, in qualche modo, fornire loro qualche opportunità in più o che fosse anche solo una boccata d’aria fresca, per quanto fosse possibile fare».

Con questo obiettivo, Gianluca riunisce le dieci persone che lui definisce più virtuose e, con loro, comincia a fornire delle lezioni online per l’Istituto Alberghiero di Montecatini. Un percorso formativo che potrebbe sembrare, di per sé, un semplice -appunto- percorso formativo: invece diventa il preambolo di un progetto che, seguito dalla nascita di un blog, dalla pubblicazione sempre più fitta di articoli dedicati, dalla presenza a eventi e nelle Università, prenderà il nome di Lusso Gentile.

«Ammetto che, inizialmente, non sapevamo cosa sarebbe potuto diventare il progetto a cui avevamo fornito solo il concepimento. La mia idea, però, era chiara – definisce Gianluca -: volevo che Lusso Gentile diventasse un disciplinare di “cose fatte bene” e che diffondesse un concetto del lusso orientato da una parte alla persona, alla sua cura e alle attenzione riservatele, e dall’altra alle aziende in cui si lavora con obiettivi umani, in cui si investe sulle proprie persone perché riconosciute come valore e come condizione necessaria per far funzionare una realtà lavorativa. Volevo che Lusso Gentile e le aziende coinvolte acquisissero un ruolo sociale, specialmente in ambienti come quello delle scuole; quello a cui aspiro, attraverso Lusso Gentile, è la creazione di modelli virtuosi». 

Un rinnovato concetto di Lusso

Non si dà un nome alle cose finché non si avverte la necessità di modificarle. Lusso Gentile è un binomio che nasce, infatti, dal potere ispirazione del lusso con il desiderio di «creare uno strumento utile a un movimento forte per una rivoluzione culturale, laddove per rivoluzione culturale intendo la necessità di dare una piega profondamente positiva al modo in cui pensiamo al lavoro. Questo soprattutto per le nuove generazioni, che stanno già manifestando il loro interesse verso gli aspetti più umani del mondo della professione. Ho voluto che fossero i giovani il nostro focus perché credo moltissimo nell’emulazione positiva, per cui metterci a loro disposizione, donando loro il nostro tempo e accogliendoli nelle nostre aziende, è il nostro modo per ispirarli alla costruzione di un futuro e di una vita che rispecchi i loro sogni».

Inevitabile, giunti quasi alla fine dell’intervista, chiedere a Gianluca Borgna quale sia il suo concetto di lusso: «Mi chiedo costantemente cosa vogliano trovare le persone nelle esperienze che vivono. Non è una questione meramente legata a un bel posto in cui albergare e all’interno del quale trovare del buon cibo. Spesso le persone viaggiano per  vivere momenti da ricordare, per incontrare nuove persone, per generare e per darsi nuove opportunità, che a loro volta daranno vita a qualcosa d’altro. Garantire tutto ciò è possibile solo se un’azienda è riuscita a capire che, oggi, le soft skills sono importanti tanto quanto le competenze. E anche un po’ di più, oso dire. È fondamentale fornire alle persone che lavorano per noi e con noi una formazione continua per poter sviluppare le proprie soft skills, ma l’imprenditore non ha solo questo compito ma anche quello di creare un ambiente fertile in cui, una volta imparate, queste soft skills possono essere espresse. Parlo di soft skills legate alla gentilezza, all’empatia. Questo è ciò che cambia completamente le energie di un posto, rendendolo un luogo in cui il concetto di Lusso Gentile può trovare la sua totale realizzazione». 

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