Novembre 30, 2022
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Percorso editoriale di Brand Journalism

La terza via della seconda possibilità

Dal carcere a una nuova esperienza di vita: conoscere per superare il pregiudizio

«Crediamo in un mondo migliore, fondato sulla cultura del sapere, delle relazioni e del cambia- mento. Unendo cultura e potenzialità desideriamo generare persone, professionisti e organizzazioni eccellenti, in grado di migliorare il proprio conte- sto e trasformare il mondo che li circonda. Perse- guiamo da sempre l’eccellenza affinché sia un’atti- tudine alla vita; perché secondo noi l’eccellenza è il risultato di un modo di pensare, decidere e agi- re nella manifestazione della propria leadership. Manifestiamo i nostri valori in ogni ambito della nostra vita e con chi ci sceglie come guida e sup- porto, perché il miglioramento va oltre le proprie convinzioni ed è il risultato delle azioni quotidiane a renderci migliori. C’è un detto in cui crediamo molto che recita: “Conoscerai la tua altezza solo quando sarai chiamato ad alzarti”».

Simona Reordino e Marcello Minuti raccontano così AltoLato, il progetto che insieme portano avanti con un unico scopo: «Insegnare che il saper Essere è prima unito al saper Fare, per poi, dopo, avere un nuovo modo di Pensare, Decidere e Agire. Nasciamo nel 2017, dall’unione delle nostre due identità: quella di Simona è più scientifica, mentre quella di Marcello verte verso il settore umanistico-manageriale. Abbiamo dato vita ai nostri progetti partendo dalla convinzione che se il nostro carattere è un’eredità e rappre- senta dunque un tratto distintivo e non modifica- bile di ciò che siamo, noi possiamo agire sui nostri comportamenti andando a riscrivere quello che è il nostro Dna comportamentale».

Tutto questo si crea a Ivrea, città che rappresenta una fonte d’ispirazione di quella visione utopisti- ca dell’impresa che è stata di Adriano Olivetti. «Immaginiamo l’impresa non solo come un luogo, ma come un vero e proprio contenitore La terza via della seconda possibilità Dal carcere a una nuova esperienza di vita: conoscere per superare il pregiudizio che fa dell’aggregazione delle persone la gran- de opportunità e la responsabilità di portare avanti quel lavoro culturale che s’interrompe con la conclusione della scuola. Quel percorso di “preparazione” che equipaggia le persone nell’affrontare l’impatto con ogni ambito della vita, immaginando questi individui in una grande opera teatrale che ci vede impegnati nei diversi ruoli: da quello genitoriale a leader e guida nello sport a protagonisti nella vita politica e sociale… Siamo guide costanti in ogni attimo e ambito della nostra quotidianità».

Proprio da questi concetti, convinzioni incrollabili di Simona e Marcello, viene coniato il ruolo di “Human & Business Guide” (essere una guida per l’altro, nell’ambito personale e del business): «In un mondo inflazionato dalle terminologie legate al mondo del coaching e a settori similari, abbiamo immaginato un mondo dove le persone diventano delle Guide attraverso il proprio comportamento e il buon esempio. Un mondo dove le persone, nella definizione di Guida, non affermano il proprio ruolo attraverso una competenza, ma attraverso la capacità di saper usare gli strumenti dell’arte umanistica che apprendono lungo i loro percorsi formativi e li adattano ai contesti e alle persone in modo diversificato, personalizzato e finalizzato».

È da questi concetti che nasce quindi la Vision di AltoLato: «In un mondo perseguitato dalla sete di Leadership e un’affannosa corsa alla dimensione del leader assoluto, noi di AltoLato siamo spinti dal desiderio di riconoscere ad ogni singolo individuo un posto nel mondo dove ognuno sappia agire con Scopo, Responsabilità e Auto-nomia. Dove ognuno sia protagonista in modo positivo della propria vita, in cui la capacità di essere consapevole delle proprie scelte rappre- senta un bivio fondamentale per il proprio appa- gamento personale».

Quella di cui parla AltoLato è una leadership in grado di fare da patente di guida della vita per l’essere umano, nell’ecosistema della sua interezza in cui è inserito nel suo quotidiano; una leadership che rappresenti l’abilitazione a guidare solo dopo aver scoperto e appreso la capacità di costruire la Vision della propria vita, così come dopo aver capito le dinamiche relazionali che lo muovono e i comportamentali dell’arte di comprendere gli altri per gestire al meglio la pro- pria comunicazione. Da qui, ognuno, costruisce le proprie motivazioni e capacità d’influenzare il contesto, partendo da sé stesso. Da qui l’ispirazione al padre benedettino tedesco Anselm Grun, che sostiene che “Per poter guidare gli altri è importante prima imparare a saper guidare se stessi”.

«Ecco il perché del nostro lavoro profondo sul corpo e sul sistema fisiologico: per allenare le persone ad ascoltarsi, nei loro malesseri, nelle loro frustrazioni e in tutte le loro emozioni; per imparare, così, ad agire senza sopprimerle ma gestendole e indirizzandole nel migliore dei modi. Ognuno di noi cresce condizionato dal contesto che determina i comportamenti e questi influenzano gli eventi. Saperlo riconoscere, andando a ricostruire il proprio percorso di vita anche nei momenti in cui si sono manifestati incidenti di percorso, significa mettersi nelle condizioni di darsi una seconda possibilità. Una seconda possibilità di essere felici». È proprio per questo principio di una seconda possibilità e del diritto alla felicità e per aggiungere valore e coerenza al loro pensiero «abbiamo pensato che anche insieme alla collaborazione con Eicom Energia di rivolgerci alla cooperativa Bee.4 Altre Menti, che opera principalmente all’interno del carcere di Bollate con lo scopo di acquisire servizi in outsourcing erogati da persone che si trovano in stato di detenzione e che attraverso il lavoro, lo studio e le relazioni con il mondo esterno stanno ricostruendo un ponte tra come doveva essere e la vita come sarà, attraversando la tempesta della vita come è ora all’interno del carcere».

Nasce così l’idea, dall’unione dei valori di tutti di unire le forze, di iniziare a raccontare, attraverso un percorso di storie e connessioni con la vita reale, la seconda possibilità dell’essere umano e riscoprire e far scoprire che anche il carcere può essere una terza strada. Terza strada perché dopo la scuola, nella nostra crescita, arriva il momento dell’azienda quando ci affacciamo al mondo del lavoro: «Ecco che in questo senso anche il carcere diventa un terzo contenitore dove ricostruire cultura, conoscenza e competenze per ridare una nuova vita alle persone che desiderano una nuova possibilità».

Un progetto questo tra Eicom, AltoLato e Bee4. altrementi che mira ad aprire le porte della conoscenza di un mondo noto a pochi, dove il pregiudizio sull’essere umano continua quel percorso di accanimento sulla persona nella sua dignità. Il progetto vuole restituire una nuova dignità alle persone, con la consapevolezza che attraverso il racconto si comprenda quanto la storia delle persone possa essere determinante nel crocevia delle scelte di vita; ma vi è lo scopo, soprattutto, che con il lavoro e lo studio possiamo donare un nuovo modo di nutrire all’essere umano, con valore e significato. Si tratta di una spinta a comprendere che la società ha bisogno di tutti quelli che desiderano portare un contributo di valore alla vita, dove l’esperienza del singolo diventa insegnamento per chi deve ancora percorrere delle strade e acquisire così un suggerimento che porti una padronanza di sé e del proprio vivere che, a sua volta, può determinare scenari diversi nel futuro.

«Si tratta di un progetto che inizialmente punta al racconto con lo scopo di creare apertura e continuerà con un progetto educativo-formativo per le persone che dovranno affrontare il mondo al di fuori delle mura; sì, perché il difficile, come dice Pino Cantatore (fondatore di Bee.4), non è entrare in carcere ma uscirne, dopo anni vissuti in parziale isolamento dove la sola informa- zione non può essere sufficiente a sostituire il contatto relazionale, generazione ed evolutivo che al di fuori del carcere viaggia spedito». Conoscenza e preparazione per aiutare le persone all’uscita dal penitenziario, per fare in modo che la loro esperienza di vita non vada dispersa, per assicurarsi che le persone che davvero hanno toccato il fondo possano mettere a disposizione un potente viaggio di consapevolezza dove poter dire davvero: “Conoscerai la tua altezza solo quando sarai chiamato ad alzarti”.

  • www.altolato.it
  • www.bee4.org
  • www.eicomenergia.it
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