Ottobre 1, 2022
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Percorso editoriale di Brand Journalism

L’Opera Don Guanella

Accogliere chi è ai margini per garantire un nuovo futuro

C’è una parola a cui possiamo abbinare dei sinonimi diversi da quelli a cui siamo abituati. Bellezza, è questo il termine attorno al quale sembra ruotare questa storia, l’intero progetto. E i sinonimi che gli possiamo accostare sono quelli di «verità e buono. Perché la bellezza non è un accessorio, ma un elemento fondamentale della vita. E attenzione: non parliamo di bellezza in senso estetico. Parliamo di quella bellezza capace di mandare dei messaggi, di diffondere dei valori. I nostri? Quelli di far sapere a chi è ai margini che non è solo. Che c’è una seconda possibilità per tutti. Che esiste chi vuole creare un futuro migliore per chi ha perso anche la speranza». A parlare è Don Agostino Frasson, direttore del Don Guanella dal 2003: si tratta di una realtà di stampo comunitario ed educativo che accoglie ragazzi e ragazze che vivono situazioni di disagio sociale: «L’opera Don Guanella ha diverse sedi in diversi Paesi del mondo: mentre in alcune di queste l’obiettivo è quello di donare una quotidianità migliore ai disabili o agli anziani, noi, nella sede di Lecco, ci occupiamo dei ragazzi attraverso veri e propri percorsi professionali che li introducano in una vita fatta di responsabilità, doveri e diritti che meritano di essere riconosciuti – racconta Don Agostino -. L’opera Don Guanella ha, da sempre, la Mission di accogliere chi è ai margini».

L’opera Don Guanella ha, da sempre, la Mission di accogliere chi è ai margini

La struttura di Lecco, di cui ci racconta il responsabile, opera sul territorio sociale dalla fine della prima guerra mondiale: sono stati ospitati orfani di guerra ed è stata fatta accoglienza a intere famiglie in difficoltà. Si tratta dunque di una realtà che ha più di 90 anni: «Negli ultimi decenni è stata d’aiuto anche per i profughi provenienti da tutto il mondo, per i quali abbiamo collaborato insieme alla Questura. Così come, ancora, con il Tribunale, il quale ci affidava minori provenienti da situazioni familiari di difficoltà educativa. Ora lavoriamo anche insieme alle persone provenienti dal circuito penale». Non si tratta di esperienze professionali ed educative e le relazioni che si instaurano con le persone accolte non sono solo facili e serene: si è dovuto trovare un metodo affinché il percorso divenisse davvero utile al fine della Mission che muove tutta l’opera Don Guanella.

«Abbiamo pensato di erogare della formazione, educazione e percorsi di recupero attraverso il lavoro, proprio come faceva l’uomo che ha dato nome al nostro progetto quotidiano: abbiamo quindi creato lavori che ruotassero intorno al mondo dell’agricoltura. Non è solo una questione pratica – spiega Don Agostino -, troviamo anche una morale esistenziale: tutto nasce dalla terra, noi stessi siamo terra. Il nome del primo uomo, “Adamo”, in ebraico significa “terra”: sono lì le origini della nostra essenza ed è da quelle che dobbiamo ripartire».

Coltiviamo l’orzo e il luppolo, con i quali produciamo la nostra birra artigianale..

Don Agostino vive costantemente con i ragazzi di cui ci parla: «Abbiamo una casa, a Lecco, con tre comunità all’interno della quale lavorano 17 educatori; si può dire che la conduzione sia familiare perché la nostra è una quotidianità, esattamente come quella di una famiglia. Dalla comunità ci spostiamo in Cascina a lavorare: la Cascina nacque con l’idea dell’orto, poi è sorta anche la stalla con gli animali. Grazie a questi progetti abbiamo potuto iniziato a dare vita ai prodotti: coltiviamo l’orzo e il luppolo, con i quali produciamo la nostra birra artigianale con l’aiuto di un mastro birraio, e grazie al nostro vigneto abbiamo anche il vino di nostra produzione poiché in struttura abbiamo un enologo che lavora con noi. Altra importante filiera produttiva è quella degli ulivi: lo scorso anno abbiamo prodotto 300 litri di olio».

La casa, la Cascina. E infine il ristorante: una struttura con 80 posti a sedere, una terrazza da 40 posti e all’aperto 120, in grado quindi di ospitare anche cerimonie, oltre a pranzi e cene canonici, all’in- terno della quale anche il personale è formato dai ragazzi accolti dal centro. Si tratta di un agriturismo che può permettersi di sfruttare i propri prodotti, garantendo così qualità e sostenibilità: si tratta di un progetto definibile agro ecologico grazie alla circolarità fra il rispetto del consumatore, dell’ambiente e dell’identità territoriale.

«Grazie al lavoro all’interno del ristorante, i ragazzi hanno potuto fare esperienze professionali anche all’esterno: questo significa creare loro una possibilità reale di futuro. La concretezza è uno dei nostri valori più importanti: a partire dal lavoro con la terra, che ci fa osservare come la natura diventa poi un vero e proprio prodotto alimentare, così come la possibilità di donare un futuro diverso. In ogni uomo c’è una ricchezza: quando uno di questi rinasce attraverso di essa si può dire che si è compiuta l’opera Divina. L’opera Don Guanella vuole garantire a ogni individuo la promessa di dirgli: esisti, sei pensato, apprezzato e riconosciuto nella tua dignità». Altri due sono i canali attraverso cui l’Opera Don Guanella segue i ragazzi: lo sport e l’arte. L’ultimo attraverso laboratori che abbiano il focus sul- la bellezza; lo sport, invece, in particolar modo attraverso il ciclismo, è un’attività che ha portato sovente ospiti in comunità per tramandare agli ospiti valori ed energia. Tra questi, ad esempio, Alex Zanardi. «La nostra è una dinamica del dono – conclude Don Agostino -. Ed è come l’acqua: scorre e dà vita. Se ristagna, non nasce nulla. Noi vogliamo che le ricchezze di ogni individuo vengano sfruttate per dare vita ad altro, a partire da un nuovo sé».

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