Febbraio 24, 2024
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Percorso editoriale di Brand Journalism

Pemcards, la cartolina ecosotenibile che riprende vita con il digitale.

I Ceo Bigliazzi e Gambini: «Il nostro segreto sta nella personalizzazione»

Prendi un grafico con la spiccata indole per la vendita, uniscilo ad un viaggiatore con il desiderio di creare qualcosa di unico e ti troverai di fronte a Pemcards. Un brand che ha un nome e un cognome, anzi: due nomi e due cognomi ovvero Geni Bigliazzi e Andrea Gambini. Per raccontare il mondo Pemcards e conoscerlo così a fondo da innamorarsene è, infatti, necessario scoprire le due anime che lo compogono, diverse sì, ma assolutamente complementari; perché, dietro alle cartoline che si creano direttamente dallo smartphone utilizzando le nostre fotografie personali, ci sono in tutto e per tutto Geni e Andrea, con i loro valori e sogni.

«Avevo sempre pensato che da grande sarei diventato un grafico pubblicitario e, invece, a diciott’anni mi sono trovato a gestire la mia prima azienda con mio papà e mio fratello – rivela Geni Bigliazzi – Per alcuni mesi mi sono occupato di grafica, ma poi, per carattere e indole, sono stato spostato sulla vendita; questo mondo mi ha subito catturato e così, da mente artistica sono diventato in breve tempo un commerciale a tutti gli effetti».

Lavorare in famiglia non sempre, però, è cosa facile: «Quando ho capito che la convivenza con mio padre stava diventando complicata ho mollato tutto e mi sono lanciato in un nuovo business legato alla stampa digitale per poi passare ad una startup (adesso S.p.A. consolidata) che si occupava di delivery alla stregua di Poste – prosegue Bigliazzi – E’ stata proprio in quella occasione che ho conosciuto Andrea». 

Ero appena approdato in azienda dopo un lungo trascorso come lavoratore stagionale in alberghi e strutture turistiche – spiega Gambini – Non ho mai amato studiare, ma per emulare un amico e poiché adoro viaggiare, dopo aver lavorato in una falegnameria post scuola dell’obbligo, ho deciso di iscrivermi a Scienze del Turismo. Sarei dovuto partire anche alla volta di Parigi se non mi fossi innamorato…

Un amore che ha portato l’imprenditore a restare in Italia, nella sua Pisa, e a diventare collega di Bigliazzi: «Durante un viaggio di lavoro ci siamo trovati a fantasticare su quanto sarebbe stato bello stampare le nostre fotografie e trasformarle in cartoline – spiegano – Un’idea nata dal fatto che volevamo condividere alcune immagini presenti sullo smartphone e che non riuscivamo più a trovare; si può dire che Pemcards sia sorto in quel momento».

Pem, che sta a significare Pick the Emotion sebbene in un primo tempo i due soci fondatori volessero chiamarla Magellano, ha la luce dopo un accurato studio del mercato e dei competitors e vuole unire la tecnologia alla tradizione: «Soltanto nel 2018, in Italia sono state spedite circa quaranta milioni di cartoline e, in Francia, oltre trecento milioni: segno che, per molte più persone di quante si possa pensare, le cartoline postali sono ancora un mezzo di comunicazione prezioso e amato – rivela Bigliazzi – Il lampo di genio lo ha avuto Andrea che ha pensato all’applicabilità di questo tipo di cartolina 2.0 al mondo del travel; grazie all’inserimento di un brand le nostre cards virtuali&reali si trasformano, infatti, in un autentico strumento di marketing aziendale personalizzabile».

Da qui un lungo processo di interviste e progettazione fino al consacramento al BTO di Firenze che ha portato Pemcards ad essere incubata al Polo Tecnologico di Navacchio come startup innovativa (nb. Emotion Srl): «In quell’occasione ci siamo presentati con una demo senza avere ancora il progetto definitivo e abbiamo riscontrato molto successo», sottolineano i due artefici della cartolina reale, creata da processo digitale.

Con Pemcards non servono francobolli e non è necessario stampare nulla. Una volta scaricata l’applicazione, basta selezionare un’immagine a scelta o comporla direttamente sull’app, inserire l’indirizzo del destinatario, scrivere il proprio personale messaggio e inviare. Il destinatario riceverà una vera e propria cartolina, del tutto simile a quelle tradizionali ma creata con una fotografia personale e unica. Il costo? Analogo a quello di una spedizione tradizionale e anche meno acquistando un pacchetto di Pemcoins ovvero crediti per l’invio.

Da qui, lo strumento di marketing: un brand può acquistare pacchetti di Pemcoins da ridistribuire ai propri clienti, interlocutori e persone d’interesse che possono inviare gratuitamente le cartoline personalizzate ad altrettanti partner e amici.«Nel 2020 abbiamo iniziato a tracciare anche i link apposti sulle cartoline che, tramite qrcode, portano a landing page verticali – rivelano ancora Bigliazzi e Gambini – Ecco perché il nostro modello è efficace: tutto è misurabile e verificabile. Ora stiamo lavorando molto bene con i borghi e con l’universo culturale».

Le Pem, che possono essere inviate in tutto il mondo, sono pure ecosostenibili: l’azienda ha scelto di utilizzare soltanto carta certificata a marchio FSC (Forest Stewardship Council), vale a dire proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Inoltre, con la collaborazione di Up2You, i Ceo di Emotion hanno deciso di piantare un albero ogni mille cartoline inviate. «Per ora siamo a quota 49 – concludono Bigliazzi e Gambini – Il nostro obiettivo è fare sempre di più per restituire il bello al territorio che ci ospita».

Fabio Mattis

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