Ottobre 1, 2022
11 °C Roma, IT

Percorso editoriale di Brand Journalism

Sloffy: l’anello che aiuta a combattere ansia e stress

Rimpiazzare un’abitudine negativa con un’abitudine positiva. Questo crea un’attitudine, un circolo vizioso costruttivo, dona nuove emozioni sulle quali basare la propria quotidianità. Nei piccoli gesti, che poi sono quelli che creano le grandi cose.

È questa la Mission di Sloffy, il giovanissimo Brand di gioielli che crea anelli antistress con l’intento di donare alle persone un nuovo paradigma della consapevolezza, basato su ottimismo, positività e nuove possibilità. Tra cui, quella più importante, (ri)stabilire una rinnovata connessione con sé stessi.

I gioielli Sloffy: cosa sono

Gli anelli Sloffy sono appositamente creati per andare a lavorare sulla psiche umana e su quelle che definiamo “abitudini”, quella serie di atteggiamenti che mettiamo in atto in modo ormai talmente spontaneo da non rendercene nemmeno conto. Tra questi atteggiamenti vi è l’onicofagia (la mania di mangiarsi compulsivamente unghie e pellicine circostanti), che compare fin dall’infanzia: il 30% dei bambini ne soffre già tra i 7 e i 10 anni ed è presente per il 45% negli adolescenti. Le cause maggiori di questo disturbo compulsivo sono da ricercarsi nelle emozioni legate all’ansia, di cui solo in Italia soffrono 6 milioni di persone.

Emma e Pietro, insieme a Valentina, i giovanissimi imprenditori che hanno dato vita al Brand, avevano lo stesso problema: le mani massacrate dalle proprie malsane abitudini. Ed è nata da questo l’idea: dalla necessità di trovare una soluzione a un problema. Un problema che, come abbiamo visto, riguarda tantissime persone. E danno, così, vita agli anelli Sloffy: anelli che, grazie alla possibilità di muoverli, rotearli, giocarci, permettono a chi li indossa di rimpiazzare l’abitudine di mangiarsi unghie e pellicine andando a scaricare ansia, tensione e stress sull’anello stesso.

Con alcuni anelli si può far roteare le piccole palline con cui sono composti, in modo da creare anche un effetto benefico massaggiante sulle dita; con altri, si può giocare con la margherita apposta sopra; altri ancora, invece, permettono di ovviare alla problematica dell’onicofagia semplicemente accarezzandoli per via delle insenature con cui sono fatti.

Perché proprio un anello?

I creatori di Sloffy volevano qualcosa che fosse discreto e pratico: immaginare di dover tirare fuori qualcosa dalla borsa per rimpiazzare un abitudine così spontanea come il mangiarsi le unghie è utopia. Così come il portarsi dietro qualcosa che non si sa dove mettere. E poi non sarebbe stato “a portata di mano” e le abitudini sono troppo radicate in noi per riuscire a soppiantarle con qualcosa che dobbiamo forzatamente ricordarci di fare. E poi: come giustificheremmo qualcosa di ingombrante, a chi ci chiede come mai lo utilizziamo? Senza contare, poi, l’imbarazzo di dover dire “sto guarendo la mia onicofagia”.

Un anello, invece, proprio nel suo essere un accessorio ordinario, non pretende spiegazioni e non dà nell’occhio. È, inoltre, sempre con noi, in qualsiasi momento. E non richiede particolari sforzi per essere utilizzato. Per queste ragioni ha la straordinaria potenza di farsi alternativa. Positiva, piacevole.

“Basta smettere” non è sufficiente. La superficialità con cui si pensa che per porre fine a un’abitudine negativa basti “smettere di farlo” non solo è inutile, ma anche dannosa. Perché fa nascere un senso di frustrazione e di fallimento in coloro che soffrono di quella determinata abitudine.

Un’abitudine è un circolo: vi è un segnale, vi è una routine e vi è una gratificazione. Mangiarsi le unghie, per il nostro cervello, è un’azione piacevole perché va a placare sensazioni negative. Ecco perché la vera soluzione è trovare un’alternativa positiva che la rimpiazzi.

Sloffy: un nuovo modo di intendere il quotidiano

«Quello che vogliamo diffondere attraverso gli anelli Sloffy è un nuovo senso di positività, un’attitudine alla gratificazione costruttiva – spiegano gli ideatori del progetto –. Quella in cui viviamo è una società in cui vi è troppa tendenza a vivere immersi nelle emozioni negative e non ci rendiamo conto che questo attrae nella nostra vita solo altra negatività. Il senso di Sloffy è profondo, l’anello è solo lo strumento con cui vogliamo raccontarlo: quello che vendiamo non è solo un gioiello, è un nuovo modo di intendere il rapporto con sé stessi, quello di cui, spesso e per tanto tempo, ci dimentichiamo».

Previous Article

La Sicilia è servita: la cucina di Giusina su Food Network

Next Article

Mal di testa: i consigli dell’osteopata per combatterlo

You might be interested in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.