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Tempo di swap party: shopping sostenibile a costo zero. Scopri l’evento

La vita di un indumento acquistato è sempre più breve: non supera i quattro anni e la maggior parte delle volte si ferma a tre; sono 92 milioni le tonnellate di rifiuti tessili e dal 10 al 30 per cento del tessuto usato nella produzione di indumenti viene sprecato nel processo produttivo.

È uno scenario preoccupante quello che questo dati ci raccontano: nel tanto parlare di inquinamento, ambiente e sostenibilità, non sempre si tiene conto dei danni provocati dallo smaltimento dei rifiuti derivanti dal settore del fashion; la sensibilizzazione verso il tema, comunque, si fa sempre più alta ed è più facile, oggi, sentir parlare di eventuali soluzioni che ogni individuo può mettere in atto. Tra questi, uno di quelli più in voga, al punto da essere diventato un appuntamento cool, è lo swap party. Ne avete già sentito parlare?

Dal fast fashion allo swap party: di cosa parliamo?

Esiste un vero e proprio nuovo dizionario attraverso il quale possiamo imparare un linguaggio che parla di moda, sostenibilità e futuro: avete mai sentito parlare di fast fashion, di swap party e di deadstock? Vediamo cosa significano questi termini.

  • Fast Fashion: un binomio con cui si intende un settore dell’abbigliamento che realizza abiti di bassa qualità venduti a prezzi decisamente bassi e che lancia stili, tendenze e nuove collezioni in continuo cambiamento. Da quello che, di primo acchito, potrebbe sembrare un vantaggio (poter avere sempre nuovi vestiti anche grazie al loro costo ridotto) traiamo, invece, due svantaggi: il primo è sicuramente legato alla cattiva qualità degli abiti in questione; il secondo è, come dicevamo, un aumento spropositato di capi che, nel giro di pochissimo tempo, diventano “vecchi” (nello stile) e per tanto vanno ad aumentare il carico di rifiuti.
  • Deadstock: altresì chiamata “giacenza di magazzino”, il termine indica quel volume (spesso grande) di abiti che non sono mai stati venduti né utilizzati oppure restituiti – specialmente se acquistati online – e designati come rifiuti.
  • Swap party: «Con il termine swap party si intende un evento in cui le persone possono scambiare oggetti, abiti e accessori ancora in buono stato ma che non vengono più utilizzati magari per un cambio di taglia o gusti cambiati – spiega la consulente di immagine Roberta Guido – Sono appuntamenti in cui ogni partecipante porta abiti che non indossa più e che desidera utilizzare come merce di scambio per ottenere un nuovo capo per sé. È un modo divertente e sostenibile per rinnovare il proprio guardaroba». 

Swap party: come funziona e come partecipare

«Partecipare a uno swap party è un modo alternativo di fare shopping: da una parte possiamo trovare capi da inserire nel nostro guardaroba senza spendere cifre da capogiro e facendo sì che questi capi non finiscano tra i rifiuti; dall’altra, possiamo permettere ai vestiti che non indossiamo più di avere una nuova vita in un nuovo guardaroba. In questo modo si azzerano i costi e, soprattutto, l’impatto ambientale».

Roberta Guido

Andiamo nel dettaglio e cerchiamo di capire, con l’aiuto di Roberta, come funziona uno swap party: «Vi è un’iniziale selezione dei capi da parte dell’organizzatore, per assicurarsi che gli abiti portati dai partecipanti siano in buono stato: tendenzialmente c’è un massimo di capi che puoi portare, onde evitare l’effetto discarica, e anche un massimo di pezzi che si possono prendere così che ognuno porti a casa il giusto. Certo, può capitare che partecipando a uno swap party non si trovi niente che ci piace ma… non dobbiamo dimenticare l’obiettivo, ovvero quello di dare nuova vita a quei tuoi vestiti che hai fatto finire nel dimenticatoio, che potrebbero far felice qualche altra persona, e quello di ridurre l’impatto sull’ambiente che quei capi, invece, avrebbero».

Swap party: l’appuntamento 

Se siete in zona Milano, o avete voglia di capitarci, potrete capire in maniera pratica cos’è uno swap party: più precisamente a Cornaredo, giovedì 16 maggio, dalle ore 19:30 alle 21:30, ci sarà uno swap party organizzato da Roberta. L’evento si svolgerà al locale “I love Breakfast” in viale Europa 7. La partecipazione ha un costo di € 15.
La selezione dei capi da portare avverrà nei giorni 9 e 10 maggio, sempre in viale Europa 7, dalle 19 alle 21.

«Sarà un momento dedicato non solo allo scambio degli abiti, ma anche al vivere un esperienza di condivisione umana: durante lo swap party, tra l’altro, verrà offerto un buffet e un drink, per far sì che sia un vero e proprio momento di compartecipazione e mondanità. Come funzionerà? Si potranno portare i propri capi, di cui ne verranno scelti solo cinque. La valutazione dei capi è a discrezione dello staff che, oltre a eliminare eventuali capi in cattivo stato, dividerà i pezzi in cheap, medium ed expensive. Non si accettano pantaloni bianchi, bigiotteria, occhiali da sole, intimo, costumi da bagno e vestiti da bambini o da uomo».

Una volta comprese le regole, si parte: «Si gira tra i tavoli e gli stand, si seleziona ciò che ci piace e si fa una scelta. Ogni persona avrà dei gettoni, dati in base a ciò che ha portato, e con quelli potrà sia prendere determinati capi sia “pagare” per portarli a casa. Semplice e divertente, oltre che utile. I capi rimasti – conclude Roberta – si potranno riportare a casa o, in alternativa, li doneremo». 

Per iscriversi all’evento bisogna inviare una mail a guardarobi@gmail.com entro il 5 maggio specificando i dati di chi partecipa. Per ulteriori informazioni si può contattare Roberta al numero +393392599879 

Roberta Guido
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